Compodino al Pizzante, ora si faccia sul serio

L’Associazione per un Piano di Magadino a misura d’uomo (APM), quale Associazione capofila nell’allestimento del Memorandum contro l’insediamento dell’impianto di compostaggio della Compodino in zona Pizzante, esprime la massima soddisfazione per la decisione del Gran Consiglio di bocciare la proposta portata avanti dal Dipartimento del Territorio di spostare l’impianto di compostaggio.

Da sempre l’APM ha avversato questa proposta, chiaramente in conflitto con gli obiettivi del Parco del Piano di Magadino e, ancora una volta, a scapito del pregiato e scarso territorio agricolo a disposizione. La Commissione speciale della pianificazione, che ha preavvisato negativamente il progetto, ha così dimostrato coerenza e correttezza, impedendo l’insediamento illegale di un impianto industriale in zona agricola, per di più SAC, ovvero le superfici riservate per la produzione agricola in caso di necessità.

L’APM si augura adesso che l’invito della citata commissione di far sgomberare la Compodino dal sedime in cui si trova attualmente e di ripristinare il sedime a uso agricolo, entro al massimo 5 anni, sia finalmente realtà. Questo anche per risolvere definitivamente l’annoso problema delle puzze nella zona abitativa circostante. Le soluzioni alternative ci sono e ci si chiede per quale ragione si sia perso così tanto tempo per capire di essersi messi in un vicolo cieco dal punto di vista pianificatorio.

Considerato che si tratta di valorizzare, tramite compostaggio ed eventuale metanizzazione, il materiale di provenienza urbana (non agricola), lo si deve fare, come d’altronde fa la Tricomix di Cadenazzo, fuori dal territorio agricolo. Inoltre l’evoluzione della tecnologia del compostaggio industriale permette oggi di realizzare degli impianti di dimensioni ridotte in modo da poter meglio decentralizzare le zone di compostaggio. In effetti non ha senso, né dal punto di vista ecologico né da quello economico, trasportare gli scarti verdi dalla Val Maggia o dalle Terre di Pedemonte sul Piano di Magadino per poi non sapere cosa fare del composto ottenuto, visto che già oggi sul Piano ve n’è in eccedenza.

L’APM si augura che l’intero settore della gestione degli scarti verdi sia rivisto, che si verifichi e valuti l’esperienza fatta in altri Cantoni e che vi sia un maggior coinvolgimento degli operatori già attivi in questo settore.

Memorandum dei contrari al PUC Compodino al Pizzante

Ficedula lancia la raccolta dati sugli uccelli svernanti in Ticino

Nei prossimi tre anni, sempre nel periodo dicembre-gennaio, Ficedula raccoglierà dati per realizzare il secondo Atlante degli uccelli del Ticino in inverno, trent’anni dopo la prima ricerca.

Anche i soci dell’APM sono invitati a partecipare a questo progetto di osservazione e di rilevamento, che vuole fare il punto sulle trasformazioni subite dal territorio e sulle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Vai al rilevamento

Tutte le informazioni

Comunicato stampa di Legambiente Lombardia Onlus e Coordinamento Salviamo il Ticino

Sono circa 70 i depuratori – alcuni dei quali malfunzionanti – che scaricano, direttamente o tramite recettori nel Ticino e impediscono il processo di miglioramento della qualità delle acque e il raggiungimento dello stato di balneabilità. Tra essi il depuratore di S. Antonino Ticino a Lonate Pozzolo (Va) che dal 2006 rilascia nel cosiddetto Fiume Azzurro e nel Naviglio liquami non conformi alle norme vigenti con grave danno all’ambiente. L’impegno di Legambiente e Coordinamento Salviamo il Ticino non è mai venuto meno: “Abbiamo fatto diffide, esposti e denunce alla Procura che portarono al sequestro preventivo dell’impianto e ad una indagine giudiziaria che prevedeva una serie di adempimenti per migliorare la depurazione” – ricordano Claudio Spreafico e Roberto Vellata, rappresentanti del Coordinamento Salviamo il Ticino – “Purtroppo, malgrado gli investimenti pubblici di miliardi di lire prima e milioni di euro poi, i risultati attesi non si vedono ancora e anche quest’anno da agosto a fine ottobre quotidianamente il Ticino ed il Naviglio sono stati coperti da abbondanti schiume e le acque erano scure e maleodoranti con presenza di solidi sospesi”.

Continue reading “Comunicato stampa di Legambiente Lombardia Onlus e Coordinamento Salviamo il Ticino”

Conferenza stampa – Gudo, 4 giugno 2018

Il Piano di Magadino: sfide e interrogativi

Il Piano di Magadino (PdM) è spesso indicato quale esempio delle numerose contraddizioni che caratterizzano l’assetto del territorio ticinese. Da un lato, essendo la maggiore estensione pianeggiante del Cantone (4’000 ettari) e godendo di ottimi allacciamenti con le principali vie di comunicazione ferroviarie e stradali, è un territorio nel quale tende ad insediarsi ogni tipo di attività. Dall’altro, nonostante queste pressioni, circa la metà dell’area è ancora relativamente libera da insediamenti e rappresenta una primaria risorsa per l’agricoltura, la natura e lo svago locale.

Continue reading “Conferenza stampa – Gudo, 4 giugno 2018”