A dieci anni dalla morte di Adelio Scolari

A dieci anni dalla scomparsa del Socio di Comitato Adelio Scolari, l’APM ricorda con uno scritto di Ferruccio D’ambrogio la sua ventennale pregiata attività a favore della protezione e salvaguardia del territorio del Piano di Magadino.


Adelio Scolari ed un territorio da proteggere

A dieci anni dalla scomparsa di Adelio Scolari, celebre funzionario cantonale da sempre dedito allo sviluppo del territorio, è interessante ripercorrere le tappe della sua vita e, parallelamente, dei cambiamenti enormi affrontati dal Ticino. Da Centro, 07.12.1990. Di Enrico Morresi.


Ho incontrato Adelio Scolari, un appassionato studioso del diritto amministrativo ed edilizio in particolare, che ben presto divenne pure amico, parecchi anni or sono, ai tempi in cui stava per concludere la sua prima grande fatica: il Commentario della Legge edilizia. Spesso, per illustrare e accentuare i meriti di Adelio, si ricorda che non ha fatto gli studi di diritto. Ed è vero. Non ha frequentato i regolari corsi universitari con gli esami finali di licenza, ma ha fatto ben altro: ha studia to il diritto tutta la vita, con continua e puntigliosa attività di ricerca e di aggiornamento. La prima edizione del Commentario, che gli è valsa vari riconoscimenti e in particolare il conferimento del dottorato honoris causa del la Facoltà di diritto dell’Università di Berna, costituiva il frutto di intensi anni di lavoro e di indagine del la giurisprudenza cantonale e federale. Mi ricordava un giorno quali e quante forze dedicava alla ricerca, alla pubblicazione e all’insegnamento aggiungendo che si è sempre trattato di fatiche che gli piacevano e lo stimolavano e che proprio per questo non gli pesavano, anche se comportavano qualche sacrificio. Ho menzionato l’insegnamento, perché credo che costituisse per lui una parte importante della sua passione e della sua missione. La pubblicazione dei suoi lavori e delle sue ricerche era per lui centrale, perché ci teneva a far partecipi tutti coloro che per necessità o anche solo per la curiosità volevano affacciarsi ai temi trattati. È quindi doveroso ricordare l’attività che Adelio Scolari ha dedicato per svariati anni all’insegnamento, mediante corsi di diritto amministrativo ai segretari comunali e ai funzionari dell’amministrazione statale. Ricordo che di anno in anno non si contentava di riprendere gli appunti dell’anno prima, ma rivedeva le lezioni, aggiornandole, modificandole e completandole con rinnovato entusiasmo. E il valore e la portata di quegli insegnamenti, dei quali io ho avuto solo eco, erano di vasto rilievo scientifico e pedagogico. E non poteva sussistere dubbio su queste valuta ioni: in tutti i suoi scritti, Adelio Scolari ha sempre saputo offrire un’esposizione facilmente comprensibile, quasi da far sorgere l’impressione nel lettore che l’autore avesse pensato al suo caso specifico. È infatti sempre stata sua preoccupazione essere chiaro e comprensibile in modo da garantire al lettore la fruizione delle sue ricerche e riflessioni, arricchite dall’esperienza da lui acquisita in decenni di attività nell’amministrazione comunale e cantonale.

La disponibilità a dare il suo apporto di conoscenze è stata estremamente ampia e generosa: non posso infatti dimenticare che Adelio è pure stato per vari anni municipale di Gordola, dove ha sicuramente contribuito a favorire lo sviluppo che quel Comune ha manifestato.

A livello cantonale – massima e indiscussa autorità in materia edilizia e amministrativa – egli non si è mai sottratto alle richieste di aiuto: sue sono parecchie leggi di cui possiamo andar fieri per la loro modernità, la legge sul le strade, la legge sul demanio e la legge sui contributi di miglioria. Esse sono di agevole applicazione anche per i tribunali: se occorre risolvere qualche problema interpretativo, il messaggio del Consiglio di Stato che accompagna la legge, esso pure allestito da Adelio, permette grazie alla sua chiarezza, alla perfetta struttura e ai dotti contenuti giuridici, di trovare con facilità la migliore soluzione. Adelio Scolari è stato, fino alla sua scomparsa, Presidente del Consorzio Correzione Fiume Ticino: vi dedicava il tempo e l’attenzione che raramente (per usare un eufemismo) si notano negli amministratori degli enti di questa natura. Ne gli ultimi tempi, indebolito dal progredire del male, non trascurava comunque questi impegni e cercava di raccogliere tutte le sue forze per farvi fronte con immutato rigore e competenza, dimostrandomi così altrettanto spiccato e naturale senso del dovere.

E potrei continuare con molte altre collaborazioni e impegni per cause ideali, do ve Adelio metteva a disposizione il suo sapere nell’interesse collettivo, non senza suscitare le ire di chi si vedeva ostacolato nelle sue mire. Penso in particolare alle lotte fatte per la salvaguardia del piano di Magadino.

Nato e cresciuto in Valle Verzasca, in una famiglia contadina con 7 figli che praticava la transumanza, era forte e robusto nel fisico e nella mente e ha sempre saputo alternare lo studio e il lavoro intellettuale a sane fatiche che le origini contadine gli avevano insegnato ad apprezzare – la coltivazione della vigna, la cura delle piante da frutta, la pesca.

Quando i medici gli dissero che era oramai ai confini dei suoi giorni, ricordo che mi espresse solo poche, ma luminose parole: la vita ha un inizio e anche una fine. È stato un attimo che non dimenticherò mai: era ancora utilissimo al mondo e, lungi dal vivere nella noia della vita che spesso prende gli anziani, intendeva lavorare a una nuova edizione del Commentario e ad altre ricerche. Sarebbe stato quindi comprensibile che di fronte al responso dei medici e al dileguarsi delle speranze avesse avuto una reazione meno rassegnata. Anche in questa occasione mi ha insegnato molto. Un’amicizia, la nostra, durata quarant’anni.

Molti sono i suoi scritti che permettono ai giuristi, agli avvocati, ai magistrati di dialogare con lui per molti anni ancora: rimasto tra noi, anche se, ahinoi!, non potremo più chiedergli al telefono il suo prezioso e dotto parere.

Ferruccio D’Ambrogio